La Sardegna è,
per estensione, la terza regione italiana e
la seconda isola del Mediterraneo. Per la varietà dei
suoi ecosistemi è da molti considerata
come un micro-continente costituito da un alternarsi
di paesaggi montuosi e di foreste, di zone
completamente disabitate, di lagune, di corsi
d'acqua tumultuosi, di lunghissime spiagge
sabbiose e di falesie a strapiombo sul mare.
Gruppi rocciosi calcarei, popolati da ginepri
contorti dal vento, si possono ammirare nel Supramonte e
nel Monte Albo. Le rocce frastagliate e affilate,
le doline, le voragini, le arcate pittoresche
e le guglie, fanno di questi posti le Dolomiti
sarde. Terra dai mille colori dove il
mare cristallino dalle lunghe spiagge bianche
si sposa con i colori caldi delle essenze mediterranee
e l’entroterra, cuore della Sardegna.
Nei numerosi Parchi Naturali incontaminati, è ancora
possibile ammirare il cervo sardo, l’aquila
reale, il cinghiale e i fenicotteri rosa. L’isola è depositaria
di una millenaria cultura autoctona, con singolari
peculiarità etniche e linguistiche,
e nel contesto storico e culturale italiano è prettamente
considerata un'area a sé stante. L'accentuata
insularità è stata il fattore
predominante che ha contribuito a differenziarla
dalle altre Regioni d'Italia, anche se, già dall'antichità,
esistevano continui rapporti commerciali con
il continente, principalmente verso il Lazio
e la Toscana.
In epoca moderna, molti viaggiatori
e scrittori hanno esaltato nelle loro opere
le bellezze incomparabili dell'isola, immerse
in un ambiente in gran parte incontaminato,
che ospita un paesaggio botanico e faunistico
con specie uniche al mondo e nel quale si trovano
poi le vestigia del non ancora sufficientemente
conosciuto periodo nuragico, di quello fenicio
e punico, di quello romano. Lo scrittore inglese
David Herbert Lawrence, nel suo pellegrinare
all'interno delle Barbagie,
scriveva meravigliato nel suo diario di viaggio:
«Questa terra non assomiglia ad alcun altro luogo. La Sardegna è un’altra
cosa: incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare, nulla di finito,
nulla di definitivo. È come la liberta stessa»
Il nome Sardegna deriva da quello
dei suoi antichi abitatori: i Sardi.
Ben conosciuta nell'antichità sia dai
Fenici che dai Greci, fu da questi ultimi chiamata Hyknusa o Icnusa (Ιχνουσσα),
mentre I Latini la chiamarono invece Sandalion.
La bandiera ufficiale della Sardegna è la
bandiera dei quattro mori, che ha accompagnato
l'isola sin dai tempi di Pietro I d'Aragona
fino a oggi.
Situata strategicamente al centro del mar
Mediterraneo occidentale, la Sardegna fu sin
dagli albori della civiltà umana un
attracco obbligato per quanti navigavano da
una sponda all'altra del mare nostrum in
cerca di materie prime e di nuovi sbocchi commerciali.
Il suo territorio, ricco di boschi, di acque
e di importanti minerali, fu luogo di insediamenti
importanti, e gli approdi naturali lungo le
sue coste si rivelarono essenziali per le navi
che transitavano su rotte dirette verso altri
porti. Fu così che
nella sua storia millenaria ha saputo trarre
vantaggio sia dal proprio isolamento, che ha
consentito lo svilupparsi della civiltà nuragica,
sia dalla propria posizione strategica, ostacolo
inaggirabile nella rete degli antichi percorsi.
Il risultato è che nel suo antico bagaglio
storico si trovano segni di solide culture indigene
sviluppatesi praticamente immutate nel corso
dei secoli, così come i segni delle
maggiori potenze coloniali antiche. Sono ricche
le testimonianze di queste presenze disseminate
dappertutto lungo l'intera isola. |






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